Manifesto contro il degrado del centro di Roma

Roma, 29 Luglio

Siamo un gruppo di persone che abitano o lavorano nel centro della città di Roma. Abbiamo dei ricordi che non coincidono più con lo stato delle cose. Uno di noi ricorda quando attraversava il Colosseo ogni mattina per arrivare dallo stradone di San Giovanni al Campidoglio… Oggi non sarebbe più possibile. C’è stato il periodo del progetto Fori di Petroselli e del Napoleon, oggi viviamo nel tempo del progetto di campi di calcio tra il Colosseo e l’Arco di Costantino. La vita quotidiana nel centro di Roma vacilla sotto l’urto del turismo di massa. Altro che vagheggiare di raggiungere e superare Parigi (con cui Roma è gemellata) nel numero delle presenze turistiche, si deve partire dal fatto che il Colosseo già oggi non riesce a sopportare la visita di sei milioni di persone all’anno. Dall’area centrale di Roma dipende lo stato di salute dell’intera città, qualcosa che appartiene un poco a tutti. Un reality si sta sovrapponendo alla realtà di Roma, fagocitandola e trasformandola nel parco a tema di se stessa, con tanto di shopping mall, ristoranti e bar. L’infezione parte dal centro.
Cosa si può fare per arrestare il degrado che sta rendendo invivibili le notti romane sull’asse Piazza Trilussa – Campo de’ Fiori, per restituire a Roma la condizione di città che emoziona e sorprende, scena straordinaria che lascia però fluire la vita quotidiana? Per un progetto di rilancio del valore di Roma come città internazionale, patrimonio del mondo intero, centro di studi e di creazione artistica, una “università principalissima” come ingenuamente chiedeva Quintino Sella? Pensiamo si possa tentare una strada, radicalmente diversa dall’affidarsi a uno solo, del progetto che parte dall’esperienza di vita e dall’immaginazione che questa può generare. Poiché siamo, oltre che abitanti di Roma, tecnici e studiosi, archeologi, architetti, geologi, storici dell’arte, filosofi, sociologi, abbiamo pensato a un Laboratorio progettuale sul centro di Roma, programmaticamente aperto a tutti i contributi, della popolazione e della comunità scientifica internazionale. Un laboratorio che si alimenterà, speriamo, anche di azioni artistiche, di discussioni, di teatro, della vita stessa del territorio: con l’animo di chi pensa alla crescita del PIF (Prodotto Interno di Felicità) piuttosto che dell’imperante PIL. La città semplicemente non esiste senza i cittadini…
Qual è il futuro che sogniamo per la città di Roma? Il nostro Laboratorio si esprimerà attraverso riunioni, proposte progettuali, lezioni, azioni, manifesti: interrogandosi sull’identità attiva di Roma (a pochi anni dal cento cinquantenario di Roma capitale), sul progetto e sulla democrazia, che dovrebbe esserne un fondamentale valore aggiunto.
Freud si emozionava davanti ai tanti tempi storici che vedeva in ogni luogo di Roma. Una prima iniziativa del nostro Laboratorio sarà promuovere la conoscenza stratigrafica della città di Roma, saperla leggere dalle tante prospettive storiche che ha incorporato. Partendo dal Teatro di Pompeo, dal luogo stesso in cui oggi sembra nascere il degrado dell’uso della città, Campo de’ Fiori.


Renato Nicolini, Alberto Racheli, Eugenio Lo Sardo, Piero Meogrossi

4 Risposte a “Manifesto contro il degrado del centro di Roma”

  1. cristiana r.alegiani Dice:

    Aderisco a questo manifesto. Il degrado del centro storico e della nostra meravigliosa città mi addolora profondamente e spero davvero che il laboratorio proposto si attivi e generi concrete idee e azioni volte a restituirne la magia e il fascino. Diffondere la conoscenza sulla storia architettonica e artistica della città può contribuire a incrementare la partecipazione dei cittadini a qualificate iniziative di miglioramento rispetto all’attuale situazione.

  2. Degrado Esquilino Dice:

    Coinvolgete anche blog lucidi, preparati, competenti e fuori dagli schemi. Come il mio, ad esempio.

  3. Antonio Parisella Dice:

    non mi avevate coinvolto a suo tempo perché non vivo nel I Municipio, ma vi operao da sempre. Oggi, poi, dal 2001, come presidente del Museo storico della Liberazione (www.viatasso.eu): mentre scrivo vi è in corso una mostra VIA TASSO: IL MUSEO SI RACCONTA, che colloca il Museo proprio nella storia urbana e sociale dell’Esquilino. Ma scrivo nel giorno in cui mi è giunta la terribile ntizia della scomparsa di Alberto Racheli, con il quale l’amicizia era nata lavorando insieme a “Roma 1911″ e poi si era consolidata in tante giornate e serate nelle quali Roma, la sua storia e il suo presente/futuro diventavano spesso – interloquendo con Mario Sanfilippo e Maria Luisa Neri – il piatto forte della serata. Lo ricordo anche per i suoi pensieri sul restauro. Non è posibile immaginare la città del futuro senza tener conto di cioò che in essa c’è come memoria materiale del passato, né è possibile restaurare seriamente un manufatto pensando alla storia passata, senza costruire seriamente e coerentemnente quella futura. Lo avevamo scritto – con lui e Maria – nell’editoriale del volume di “Storia moderna e contemporanea” sulle memorie industriali. Per questo, ancora di più, caro Renato, dò oggi la mia adesione e il mio impegno per l’affermazione delle idee sul futuro di Roma

  4. Antonio Parisella Dice:

    nell’indicazione del sito web (peraltro non mio ma di un corso che dirigo) c’è un errore “fontioralieaudiovisivi” in realtà è “fontioralieaudiovisive” con la e finale. Resta e si rafforza la mia disponibilità a collaborare con te, Eugenio e chiunque altro condivida idee e progetto antidegrado.

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