Autunno caldo della cultura. Se non ci sarà, addio cultura italiana

l’Altro 25 Luglio 2009

Cosa significa il taglio al FUS, da oggi definitivo? 1) Uno schiaffo al Presidente della Repubblica Napolitano che ha espresso la sua contrarietà in ogni modo. Anche assistendo nei giorni caldi – come ha riportato lo stesso “Corriere della Sera” – a uno spettacolo – testo di Giorgio e Maria Stella Ruffolo, progetto Esplorazioni di Gioia Costa – su Napoleone in un luogo molto simbolico quanto al rapporto tra “beni” ed “attività culturali”, il Museo Napoleonico di Roma… (non riesco a tenere per me l’analogia tra Napoleone III il piccolo secondo Victor Hugo, ed il Berlusconi minimo di questi giorni. L’allegro anfitrione di Villa Certosa e Palazzo Grazioli, anziché pensare a pellegrinaggi sulla tomba di Padre Pio, dovrebbe leggere il bel libro di Scaraffia sulle cortigiane del Secondo Impero, pubblicato (con inconsapevolezza del futuro?) l’anno scorso proprio dalla Mondadori)… 2) Nell’atmosfera da ultimi giorni di un Berlusconi sempre più assediato, il furto di Tremonti al bilancio del Ministero dei Beni e delle attività culturali è la dimostrazioni che Bondi, incapace anche solo di pensare di opporsi, altro che la dignità delle dimissioni!, è un ministro di burro che sembra uscito dalle pagine di “Pinocchio”, pronto a staccare a morsi l’orecchio dei suoi ciuchini… 3) La protesta aveva bisogno di una vigorosa sponda politica che purtroppo non si è manifestata, con tutte le conseguenze… Il presidio spontaneo a Montecitorio di giovedì non ha replicato la forza della manifestazione di lunedì, ma ha visto solo poche decine di manifestanti… con un significativo atteggiamento anni Cinquanta della polizia… a beneficio di chi voleva attraversare la piazza direzione Giolitti (per un gelato) è stata rispolverata la formula “non è possibile, state facendo un’adunata sediziosa”… 4) La portata del taglio non si misura solo dalla sua entità  (che comunque dimezza le risorse che lo Stato italiano destina nel 2009 allo spettacolo)… Bisogna considerare che non verrà ripartito in modo proporzionale… Faccio l’esempio comprensibile a tutti del bilancio degli Enti Lirici, che non è comprimibile più di tanto… Così come quello di certe istituzioni teatrali… Il taglio sarà dunque tanto più forte per i piccoli, con la conseguenza che tutto ciò che è sperimentale, innovativo, non burocratizzato, rischia di essere spazzato via, costretto alla chiusura… 5) Il cattivo esempio del Governo centrale produce un catastrofico effetto domino, purtroppo non limitato alle Regioni ed agli Enti locali a maggioranza PdL… Le chiacchiere sulla managerialità, sull’impresa, sul mercato seducono le burocrazie regionali… In Calabria – mi limito a quest’esempio – un festival sperimentale come il Magna Graecia Teatro (che aveva la sua ragion d’essere nel rapporto tra i parchi archeologici e lo spettacolo) viene sottratto a Giancarlo Cauteruccio che lo aveva inventato ed affidato a Giancarlo Zanetti… Bravo attore, bravo organizzatore, ma connotato dal teatro commerciale… E’ comprensibile il desiderio di grandi platee, ma perché finanziarlo con il denaro pubblico, proprio quando questo diventa più scarso (in Calabria lo Stato è uscito dal Patto Stato – Regione che aveva dato vita al Magna Graecia Teatro…) ? 6) Ancora una volta, è la politica che latita, al centro ed a sinistra… Se diminuiscono le risorse, bisogna  essere ancora più attenti ad impiegarle per finalità pubbliche… Meno glamour e più sostanza, quella sostanza che negli anni Settanta aveva visto il teatro italiano dominare la scena nei più prestigiosi festival europei… 7) Se le cose stanno così, per il teatro, per il cinema (il cinema italiano è la cenerentola d’europa), per la Tv (la strada tutta italiana per il digitale terrestre ci porta sempre più lontani da concorrenza, innovazione, invenzione di nuovi format, presenza europea), per scuola ed università, per la libertà di stampa, per i beni culturali, per il paesaggio (persino la Prestigiacomo appare pericolosa alla banda Scajola, Matteoli, Calderoli, Tremonti, che hanno sottratto la valutazione di impatto ambientale al Ministero dell’Ambiente per affidarla a compiacenti commissari…): bisogna pensare subito ad organizzare l’autunno caldo della cultura… Oggi in Italia la produzione d’immaginario è fondamentale (Berlusconi ha saputo cavalcarla meglio di Veltroni, ahimè…), ma chi lavora alla sua produzione vede diminuire la propria autonomia, il proprio potere, la sicurezza del lavoro e le retribuzioni, sia che lavori in un giornale, sia che lavori nel cinema, o nella televisione, in un teatro, in un’orchestra, insegni in una scuola o all’università, o sia funzionario di una sopraintendenza…

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